Aica, cambiare tutto per non cambiare niente

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Il presidente del cda di Aica, Settimio Cantone

«Nella consapevolezza di avere svolto fino in fondo il proprio mandato con onestà, trasparenza e con grande senso di responsabilità, decidiamo di rimettere il mandato nelle mani di chi 2 anni orsono ci ha eletto all’unanimità».
Si conclude con queste parole la relazione sull’attività svolta dal Cda di Aica, letta nella giornata di giovedì 5 giugno dal presidente Settimio Cantone ai sindaci, pochi, presenti all’assemblea dei soci in cui, tra i punti all’ordine del giorno, vi era quello relativo alle dimissioni del Consiglio di amministrazione.

Un Consiglio composto da Settimio Cantone, Nuccio Sapia e Carmelina Russello, eletto all’unanimità il 18 aprile 2023 e che veniva così accolto dall’allora presidente dell’assemblea dei sindaci Alfonso Provvidenza: “L’individuazione dei componenti del nuovo Consiglio di amministrazione – affermava in una nota stampa Provvidenza – è stata unanime e ci ha trovati d’accordo. Ringraziamo Fiorella Scalia, in qualità di commissario straordinario, che ha guidato l’Azienda in quest’ultimo periodo. L’Assemblea dà il benvenuto al presidente Cantone e ai nuovi componenti del Consiglio, certi che sapranno lavorare con professionalità e apportare il loro sostanziale contributo alla crescita di una Azienda giovane e, al contempo, di grande importanza per l’intero territorio agrigentino”.
Ma da quanto accaduto due anni dopo, riassunto con la richiesta di dimissioni presentata da alcuni sindaci, tra cui lo stesso Provvidenza, affiancato dal sindaco di Favara, di Sciacca e di Raffadali, sembra che questo Consiglio di amministrazione non abbia operato come i rappresentanti degli Enti consorziati si aspettavano.

Leggi qui ?? la relazione sull’attività svolta dal cda di Aica

Non delle dimissioni dirette quelle del Consiglio di amministrazione di Aica, ma un “tecnicismo” degno della migliore politica di altri tempi. Una finezza quel rimettere la “palla” ai sindaci che in poche parole significa “chiedete adesso ai vostri referenti politici come procedere”. Perché in tutta questa vicenda relativa ad Aica , il servizio essenziale che la consortile si trova a dovere espletare è passato in secondo piano. Non è più il perseguimento dei criteri stabiliti dalla legge Galli, ovvero la promozione della sostenibilità, della razionalizzazione della gestione e della tutela ambientale, ad essere il punto cardine della vicenda, ma quello della spartizione di poltrone e potere.

Il rimettere nelle mani dei sindaci un mandato è la richiesta, non velata ma esplicita, rivolta ai sindaci di assumersi la responsabilità delle conseguenze politiche che da quella decisione deriveranno.
Già da ieri saranno cominciati gli incontri tra i vari esponenti politici a cui fanno riferimento i sindaci, almeno una buona parte di essi, per capire come procedere perché, badate bene, la possibilità che il Cda composto da Cantone, Sapia e Russello resti in carica è molto concreta. Basta guardare la foto dei sindaci presenti all’assemblea straordinaria del 5 giugno per capire i favorevoli ed i contrari a queste dimissioni.

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