Dopo 2920 giorni (8 anni), il 22 febbraio riapre al culto la Cattedrale di Agrigento

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Dopo otto anni, 2920 giorni di chiusura al culto e alla fruizione integrale dei turisti , il 22 febbraio, festa della cattedra di San Pietro, si riapre al culto la cattedrale di Agrigento.  Un percorso, quello che porta alla riapertura lungo otto anni, un cammino faticoso, che ha visto –  come da queste colonne vi abbiamo raccontato – contrapporsi visioni, anche tecniche sulla cattedrale.  Finalmente, però, si riapre al Culto la Cattedrale.A darne l’annuncio don Giuseppe Pontillo, direttore dell’Ufficio beni culturali ed ecclesiastici della Curia di Agrigento e parroco della cattedrale, durante una conferenza stampa che si è tenuta oggi, 5 febbraio, nella sala conferenze della Curia Arcivescovile, moderata del nostro direttore, don Carmelo Petrone. Il 22 febbraio dunque, nel corso della settimana per i festeggiamenti in onore di San Gerlando (VEDI PROGRAMMA FESTA), patrono della città di Agrigento e della diocesi, la Cattedrale torna fruibile con la sua millenaria storia pronta ad accogliere fedeli e turisti.

La comunità diocesana in tutti questi anni  è stata privata del simbolo della cattedra e ha sentito e sente profondamente tale privazione.

Le celebrazioni diocesane presiedute dal vescovo sono state celebrate in diverse chiese, facendo perdere alla comunità il punto di riferimento più importante, la Cattedrale quale segno di unita del popolo di Dio radunata attorno al suo vescovo. La comunità civile, invece,  ha vissuto la chiusura della Cattedrale come una separazione poiché non ha avuto più un punto di riferimento cittadino.

Il mondo culturale si è visto privare di un tesoro architettonico unico nei suoi diversi stili che narrano diverse epoche e dello spazio come luogo d’incontro. La parte economica della città e del territorio, specialmente quella legata al turismo, ha subito un duro colpo con la chiusura, nonostante lo sforzo della Diocesi di mantenere alcune parti fruibili per le visite.

Restituire la Cattedrale alla piena fruibilità e riaprirla al culto avrà un rilevante impatto spirituale, ecclesiale, sociale, culturale ed economico per il territorio essendo il maggior monumento della Città.

Dal punto di vista spirituale ritornerà ad essere il punto di riferimento delle celebrazioni e della spiritualità dell’Arcidiocesi.

Dal punto di vista ecclesiale la Diocesi potrà nuovamente radunarsi attorno al suo Vescovo nella Cattedrale di san Gerlando, rifondatore della diocesi, e ritroverà cosi anche una unità simbolica.

Dal punto di vista sociale la Chiesa agrigentina avrà nuovamente un luogo come punto di riferimento per il territorio.

Dal punto di vista culturale l’apertura alla fruizione come valorizzazione del bene-monumento permetterà di potere riprendere un dialogo di studio, analisi, confronto non solo con il mondo ecclesiale ma in particolare con il mondo della cultura e il dialogo nel mediterraneo avendo una vocazione naturale, non solo per la natura della sede, ma anche per la sua posizione geografica. Dal punto di vista economico servirà da richiamo per quanti pellegrini e visitatori arrivano numeroso ad Agrigento culla della classicità.

Intervista con don Giuseppe Pontillo, parroco della Cattedrale

 

 

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