Giornate FAI D’Autunno: in vetrina la Fulgentissima Naro

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(ph. pagina Facebook comune di Naro)

Si terranno sabato 14 e domenica 15 ottobre, a Naro e al Giardino della Kolymbethra, le Giornate FAI d’Autunno.

Grazie alla fattiva collaborazione della Curia Vescovile di Agrigento, il Gruppo FAI Giovani di Agrigento, coordinata da Ruben Russo, la Delegazione FAI Agrigento,  guidata da Giuseppe Taibi, e i volontari FAI, avranno il piacere di condurre i visitatori attraverso le bellezze monumentali della “Fulgentissima” Naro.

“Il pubblico – assicura il Capo Delegazione FAI Agrigento, Giuseppe Taibi – potrà meravigliarsi di fronte alla ricchezza e alla varietà dei tesori di storia, arte e natura che si celano, inaspettati e stupefacenti, in ogni angolo della Penisola. Educare i cittadini alla conoscenza è anche lo spirito che anima la missione del FAI, sussidiaria dello Stato, e in particolare che muove le Giornate FAI: la concreta occasione che il FAI offre agli italiani per avvicinarsi e appassionarsi al patrimonio culturale del nostro Paese, scoprendo il beneficio e il piacere di apprendere, come in una scuola fuori dalla scuola”.

Ecco gli orari delle aperture: 09:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17,30) aperti a cura degli “Apprendisti Ciceroni” dell’ I. T. C. “FEDERICO II” , Sez. Ass. dell’ IIS “G. GALILEI” di Canicattì.

 

 

LA SCHEDE DEI MONUMENTI: (Vedi sito web FAI)

Castello dei Chiaramonte  

Il Castello fu costruito nel XII secolo e rimaneggiato in epoca chiaramontana XIV secolo. Fu dimora del re Federico III d’Aragona che proprio dal castello di Naro emanò i 21 capitoli del regno, riguardanti il buon governo delle terre e città del Regno di Trinacria, datati da Naro ed inviati ai sudditi. Nel 1330  Federico III d’Aragona fece costruire l’ampia torre quadrata, sul lato occidentale della quale è scolpito lo stemma della famiglia Aragona. Nel 1398 ospitò il re Martino il Giovane e la regina Maria, quando vennero edificati a Naro il convento e la chiesa del S.S. Salvatore. Il castello è attualmente visitabile e presenta al suo interno la Mostra permanente dell’abito d’epoca “Vento di donne”, raccolta di abiti (per lo più femminili) e accessori di fine Ottocento e inizio Novecento. Al suo interno è stata recentemente ospitata la mostra itinerante Il genio di Leonardo, raccolta di riproduzioni di opere del maestro toscano Leonardo da Vinci. La mostra, curata dall’associazione Anthropos, è stata inaugurata il 28 marzo 2009. Il maniero è anche utilizzato per celebrare i matrimoni con rito civile. Dal 18 al 21 ottobre 2010 il castello insieme ad altri monumenti della città è stato coinvolto nella Settimana della cultura d’impresa 2010 organizzata dalla Confindustria della provincia di Agrigento con la collaborazione dell’amministrazione comunale e dell’associazione Indàra

Chiesa di Santa Caterina D’Alessandria

Nonostante la mancanza di notizie sicure, è opinione diffusa, che essa fu edificata da Matteo Chiaramonte, Conte di Modica e Signore di Naro dal 1366, per volere di Federico III. Osservando le strutture interne, si può ipotizzare che la Chiesa fu edificata sui resti di un Tempio musulmano, che fu restaurato, ampliato ed arricchito di ornati. La Chiesa fu rimaneggiata nel 1725. A seguito di restauri eseguiti nel 1935-40, per interessamento del Conte Alfonso Gaetani, e nel 1959 sono state ripristinate le strutture originarie. Il prospetto, risalente all’intervento settecentesco, è caratterizzato da scialbe formule tardo-barocche. Con il recente intervento di restauro e di rifacimento del pavimento, è venuto alla luce un vano con al centro, una fossa adibita a sepoltura. Attualmente la chiesa è aperta al culto in occasione di giornate festive e durante le celebrazioni religiose. Riteniamo che data la sua importanza debba essere valorizzata maggiormente promuovendola sempre più anche grazie come luogo del cuore FAI.

Chiesa di San Francesco

Il primitivo luogo di culto fu fondato da Rodorico Palmieri nel 1240, con l’approvazione di Papa Gregorio IX fu aggregato al convento dell’Ordine dei frati minori conventuali. Nel 1330 il convento fu ricostruito dalle fondamenta da Giovanni Chiaramonte. Nel ‘600 l’edificio fu ulteriormente perfezionato da Melchiorre Milazzo: il prospetto anteriore fu dotato di un’artistica facciata in pietra d’intaglio di stile barocco, l’interno fu decorato con un apparato plastico in stucco, fra arabeschi e cornici fu eseguito un ciclo di affreschi, opera di Domenico Provenzani. Il venerdì 31 maggio 2019 riapertura al culto dopo lavori di consolidamento e restauro iniziati nel 2016. Attualmente la chiesa è aperta al culto in occasione di giornate festive e durante le celebrazioni religiose. Accentuarne l’importanza promuovendola ancora come luogo del cuore FAI.

Chiesa di Santa Maria Santissima Annunziata

La fondazione della chiesa e del collegio della Compagnia di Gesù viene attribuita a don Antonino Lucchesi, per opera del P. Gaspare Paraninfo da Naro, nel 1619 con il contributo economico anche delle famiglie Gaetani e Bandino, nonché del Comune di Naro, per istituire e fondare in Naro un collegio di studi diretto dai Padri Gesuiti e secondo il loro metodo, in uno spazio enorme al centro della città. In detto collegio venne fondata, infatti, una famosa scuola, florida per più di un secolo, dove si teneva un corso di studi completo per avviare la gioventù, ai corsi universitari degli insegnamenti di teologia, grammatica, retorica e filosofia, tanto da essere paragonata per importanza all’Università di Catania, unica allora in Sicilia. Attualmente la chiesa è aperta al culto in occasione di giornate festive e durante le celebrazioni religiosa ma in occasione delle giornate FAI si potranno ammirare in modo particolare: Il fonte battesimale, recante la data del 1484, di Nardo da Crapanzano; la Statua in marmo della Madonna della Catena, opera iniziata nel 1534 da Antonello Gagini, ma finita dal figlio Giacomo nel 1543; una Madonna col Bambino detta della Pace, del secolo XIV, di bottega Gaginesca; un Crocifisso nell’atto di spirare di P. Domenico Di Miceli; diverse tele del Provenzani, fra cui spicca l’Annunciazione (1780), una Sacra Famiglia, gruppo in marmo di scuola gaginesca.

Santuario di San Calogero

Venne edificato nel 1599 al di sopra della “grotta” di san Calogero, dove la tradizione vuole che il santo nero abbia dimorato per una parte della sua vita. La facciata, più volte ripresa, ha aspetto barocco. L’ultimo rinnovo risale al 1954. La chiesa di San Calogero, quella che oggi noi conosciamo, fu edificata nel 1599 ma già esisteva nel 1088 come riferisce il sacerdote Paolo da Naro a san Gerlando. Dal santuario, scendendo delle scale, è possibile accedere alla cosiddetta grotta di San Calogero, una cappella all’interno della quale è conservata, sopra l’altare principale, la statua del Santo nero realizzata da F. Frazzatta nel 1556, e completata dopo la sua morte dalla figlia. Nella parte sinistra della cappella si trova la vera e propria grotta dove il santo abitò durante la sua vita. L’interno è ad unica navata e conserva diversi dipinti fra i quali alcuni raffigurano san Francesco, la Pietà e san Lorenzo Giustiniani.Attualmente la chiesa è aperta al culto tutti i giorni.

Biblioteca Comunale

Venne fondata dai padri francescani Melchiorre e Baldassare Milazzo, che vollero fornire di una libraria il convento di S. Francesco. Con atto del 26 giugno 1705 la sorella Felicia, a cui intitolarono la biblioteca, fece una donazione, con la quale furono acquistate numerose opere a Roma e a Parigi. Successivamente Donna Felicia Milazzo donò annualmente una somma da destinare all’incremento della libreria conventuale. Il fondo si arricchì ulteriormente di pregevoli opere, provenienti dalle biblioteche dei conventi, esistenti a Naro, di numerosi ordini monastici soppressi.

Ad oggi la sala della biblioteca si presenta come un vano di forma regolare, senza particolari elementi di pregio, in quanto durante gli interventi di ripristino strutturale hanno eliminato ogni elemento architettonico storico.

Attualmente la biblioteca è fruibile durante gli orari d’ufficio. Conta migliaia di volumi, ai 56 manoscritti, i 23 incunaboli, le 460 cinquecentine e un codice pergamenaceo della seconda metà del XIII secolo, accoglie anche reperti archeologici e dipinti. Durante le GFA sarà possibile visionare il testo più importante della biblioteca, ovvero la bibbia poliglotta.

Le Giornate FAI d’Autunno sono organizzate nell’ambito della campagna di raccolta fondi della Fondazione “Ottobre del FAI”, attiva per tutto il mese.

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