Giubileo delle Confraternite: a Roma una rappresentanza dell’Arcidiocesi di Agrigento

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    Nel quadro dell’Anno Santo, la Chiesa ha vissuto dal 16 al 18 maggio, tra gli altri anche il Giubileo delle Confraternite. Un appuntamento che ha richiamato alla memoria le radici profonde della pietà popolare e ha rinnovato la missione di queste realtà alla luce delle sfide del tempo presente. Le Confraternite, con oltre 28.000 sodalizi e circa sei milioni di aderenti solo in Europa, costituiscono la più estesa aggregazione laicale della Chiesa cattolica. Da secoli esprimono un legame vitale tra fede e cultura, attraverso forme di devozione, opere di misericordia e un servizio concreto alle comunità locali. Il loro Giubileo si è celebrato, inoltre, nel contesto dell’inizio del pontificato di Papa Leone XIV.

                      «La pietà popolare – spiega ad Avvenire l’arcivescovo Michele Pennisi, assistente della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia – non può essere ridotta a una reliquia del passato o un fatto folcloristico, ma va interpretata come uno spazio privilegiato di incontro con Cristo, di devozione alla Madonna, di venerazione dei santi. La spiritualità popolare, con la bellezza delle immagini, con la suggestione delle melodie, con il coinvolgimento di tante persone che indossano abiti variopinti, coinvolge tutti perché punta a un rapporto semplice col Signore. Si tratta di un fenomeno che, provenendo dal passato, continua ad adattarsi ai mutamenti culturali e mantiene il suo fascino nel presente». Pennisi tiene a ricordare che «la tradizione è un elemento dinamico nella storia della Chiesa». E non nasconde i pericoli che possono minacciare la religiosità popolare. «Vi è il rischio della strumentalizzazione da parte delle varie mafie soprattutto in alcuni comitati delle feste religiose», avverte. Eppure tutto ciò non scalfisce la portata di un tesoro ecclesiale che «ha grandi potenzialità per la nuova evangelizzazione», sottolinea l’arcivescovo. (qui)

    A Roma era  presente anche una rappresentanza di Confraternite dell’Arcidiocesi di Agrigento unitamente ad alcuni assistenti spirituali. Di ritorno abbiamo incontrato Michele Patti, presidente del “Centro Diocesano Confraternite” che ci dice essere stata “una esperienza ricca di emozioni; disarmante, nota, per la poca partecipazione da parte delle Confraternite della nostra Arcidiocesi. Ci portiamo la benedizione di Papa Leone XIV che ha rivolto un caloroso saluto alle migliaia di pellegrini convenuti da tutti i continenti.” Da Agrigento erano presenti l’Arciconfraternita del SS.Crocifisso, l’Arciconfraternita Maria SS. dei sette dolori, da Sciacca la Confraternita Maria SS. Immacolata del Giglio e Congregazione del SS. Rosario; Licata era rappresentata dalla  Confraternita di San Girolamo della Misericordia.

     

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