La GDF celebra il Patrono, mons. Damiano: San Matteo e Rosario Livatino, il filo della legalità e della fede

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Nella chiesa San Giuseppe, ad Agrigento, la Guardia di Finanza ha celebrato il patrono, San Matteo, con una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Alessandro Damiano, alla quale hanno preso parte anche le massime autorità civili e militari del territorio. Nel corso dell’omelia, commentando il brano evangelico proposto dalla liturgia, l’arcivescovo ha richiamato la figura di San Matteo, sottolineando il significato della sua conversione e della scelta di mettere la propria vita al servizio di una dimensione nuova, fondata sulla fede e sulla responsabilità. Un riferimento che monsignor Damiano ha accostato alla testimonianza del beato Rosario Livatino, che proprio nella Chiesa san Giuseppe sostava in preghiera prima di recarsi in tribunale.

Due figure lontane nel tempo e nella storia, ma accomunate, nella riflessione dell’arcivescovo, dalla capacità di trasformare il proprio ruolo in una responsabilità vissuta alla luce della coscienza e della fede. Il richiamo a Livatino assume un significato particolarmente forte ad Agrigento, dove la sua testimonianza continua a rappresentare un punto di riferimento per quanti operano nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine. La sua idea di giustizia, vissuta non come esercizio di potere ma come servizio alla persona e alla comunità, si inserisce così nella riflessione proposta durante la celebrazione dedicata a San Matteo.
La ricorrenza è stata quindi occasione non soltanto per rendere omaggio al santo patrono della Guardia di finanza, ma anche per rinnovare il valore del servizio pubblico, della legalità e della responsabilità personale. Un messaggio rivolto a quanti, ogni giorno, sono chiamati a svolgere il proprio compito con professionalità, senso dello Stato e attenzione al bene comune.

Salvatore Pezzino