Licata, violenze a disabili ed ex assessore arrestati due 14enni. Lucarelli: “da questo seme germogli un fiore di legalità”

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Momento della Conferenza stampa

Sì è concluso con il collocamento in comunità di due minorenni il lungo incubo di tre disabili: divenuti vittime di torture, a Licata. A mettere fine, sono stati i Carabinieri della Sezione Operativa della locale Compagnia che, al termine delle indagini coordinate dal Procuratore della Procura per i minorenni di Palermo Dr. Massimo Russo, hanno eseguito le ordinanze di misura cautelare firmate dal gip su richiesta della  suindicata Procura. I militari dell’Arma hanno accompagnato entrambi i quattordicenni, incensurati, licatesi, in due distinte comunità.

I particolari sono stati illustrati questa mattina, 24 aprile,  nel corso di una conferenza stampa presso il Comando Provinciale dell’Arma dal Capitano Francesco Lucarelli e dal Tenente  Carmelo Caccetta a conclusione delle indagini. La “baby gang” insieme con altri maggiorenni già arrestati per lo stesso reato, per mesi e mesi ha letteralmente preso come “bersagli” uomini indifesi procurando loro – con violenze e gravi minacce poiché agendo con crudeltà – sofferenze fisiche e psichiche nonché ledendo la loro dignità. Molti gli episodi di “tortura”; scene che peraltro sono state riprese con i cellulari e talvolta pubblicate sui social network, con lo scopo di deridere pubblicamente le vittime prese di mira. In una occasione, i due giovanissimi – con altri quattro maggiorenni – si sono introdotti di notte nell’abitazione – a Licata – di una delle vittime approfittando del fatto che l’uomo stesse dormendo, lo hanno immobilizzato ed i due minorenni (comprimendogli la testa con il piede e il collo sino quasi a soffocarlo) gli tagliavano i capelli con un rasoio elettrico cercando anche di bruciargli i capelli con un accendino e la pelle con una sigaretta. I due, inoltre, in un altro episodio hanno fatto irruzione in casa di un uomo invalido e lo hanno  schiaffeggiato, umiliato, gli hanno tirato la barba e gli hanno persino sputato addosso. Non è finita qui. Oltre ai disabili, la baby gang ha aggredito un uomo, ex assessore comunale che  si trovava nella villa comunale, a Licata. La vittima è stata colpita a bastonate dai due minorenni, che erano stati poco prima rimproverati poiché stavano distruggendo un tabellone posto nel giardino pubblico cittadino. L’uomo ha riportato la frattura di un dito della mano e un trauma cranico alla fronte con punti di sutura, con un pericolo di sfregio permanente. I due – seppur quattordicenni ed incensurati – in un breve periodo di tempo hanno mostrato una preoccupante attitudine criminale, ecco perché il loro comportamento è stato fermato per evitare che possano fare ancora del male”. L’auspicio del Capitano Lucarelli ai nostri microfoni è che da “questo seme possa sbocciare un fiore di legalità”.

All’azione dei Carabinieri non può non far eco quella comunità civile ed ecclesiale. I fatti descritti  interpellano tutti  e non possono,  soprattutto, non toccare le coscienze dei credenti “Nessuno – hanno scritto i parroci di Licata, in una lettera del 28 febbraio scorso, dopo i primi fatti di violenza – ha il diritto di offendere la vita in tutte le sue fasi… condanniamo – scrivevano –  fermamente e rifiutiamo qualsiasi forma di violenza che danneggia la convivenza sociale e cristiana e offende la bellezza della nostra Città di Licata, madre di tantissime persone splendide che sono portatrici sane di valori buoni, umanità, intelligenza, scienza, creatività, cultura e fede…  È tempo di desiderare e lavorare per una cultura che ci veda impegnati, tutti e a tutti i livelli, nello spezzare le catene inique, nel soccorrere i deboli, gli indifesi, gli oppressi da vari gioghi”

 

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