Parlamento europeo: maternità surrogata inserita nell’elenco dei reati di tratta

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Plenaria del Parlamento Europeo - foto SIR/Marco Calvarese

(Strasburgo) Le commissioni per le libertà civili, giustizia e affari interni e diritti delle donne e uguaglianza di genere, riunitesi il 5 ottobre nel Parlamento europeo a Strasburgo, hanno adottato un progetto di posizione sulle norme riviste per combattere la tratta di esseri umani e aiutare le vittime che sarebbero almeno 7mila in Europa. Le nuove proposte, spiega un comunicato, “darebbero alle forze dell’ordine dell’Ue nuovi strumenti per smantellare le organizzazioni criminali aggiungendo nuove categorie di reati nell’attuale quadro dell’Ue, tra cui il matrimonio forzato e l’adozione illegale, includendo nel campo di applicazione della legge, la maternità surrogata a fini di sfruttamento riproduttivo e lo sfruttamento dei bambini negli istituti residenziali”. Nello specifico, le modifiche richieste alla proposta della commissione per garantire “una protezione più efficace delle vittime” sono: garantire che le vittime della tratta che necessitano anche di protezione internazionale ricevano sostegno e protezione adeguati e che il loro diritto di asilo sia rispettato; criminalizzare l’utilizzo dei servizi forniti da una vittima di un reato concernente la tratta di esseri umani; introdurre sanzioni per le imprese condannate per tratta, compresa l’esclusione dalle gare d’appalto e dal rimborso di aiuti o sussidi pubblici; garantire che le vittime non siano perseguite per atti criminali che sono state costrette a commettere e che ricevano sostegno indipendentemente dal fatto che collaborino o meno alle indagini;  garantire il sostegno alle vittime utilizzando un approccio attento al genere, alla disabilità e ai minori e basato su un approccio intersezionale; garantire i diritti delle persone con disabilità e un sostegno adeguato ai minori non accompagnati; includere misure anti-tratta nei piani di risposta alle emergenze quando si verificano disastri naturali, emergenze sanitarie o crisi migratorie. Una volta che il progetto di posizione sarà stato approvato dall’intera Camera, potranno iniziare i negoziati con il Consiglio sulla forma definitiva della legge. (M.C.)

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