Presentato il testo “Investigare 5.0″, Rizzi: “Il pesce più veloce mangia quello più lento”

Nello spazio prospicente il lato nord del Tempio della Concordia, con sullo sfondo le colonne doriche è stato presentato, giovedì 22 giugno 2023, il libro  “Investigare 5.0, criminologia e criminalistica – Viaggio nel mondo delle indagini”, curato dal Prefetto Vittorio Rizzi, vice capo della Polizia e direttore centrale della Polizia Criminale e dalla professoressa Anna Maria Giannini, ordinario di psicologia all’Università La Sapienza di Roma; il libro si avvale anche  dei contributi di 42 autori, tra i massimi esperti, nazionali e internazionali del settore.
“Un libro che affronta – ha detto il Prefetto Rizzi – i temi della criminologia ma soprattutto della criminalistica quindi quello che possono offrire le scienze forensi al giorno d’oggi. Una ricostruzione di quello che c’era nel passato e quello che avviene oggi con la scienza al servizio delle investigazioni”.
La presentazione – organizzata da ANFP (Associazione Nazionale Funzionari di Polizia) in collaborazione con il Questore di Agrigento, Emanuele Ricifari e con SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) –  è stata condotta dai giornalisti Claudia Ricifari e Franco Castaldo.
Un’occasione che ha permesso di proporre all’attenzione dei presenti, ma anche di coloro che hanno seguito la diretta sulla pagina Facebook della Questura di Agrigento (Guarda  qui), un tema scientifico con il fascino e l’interesse che il mondo delle indagini ha in se.

La riflessione che ne è scaturita ha saputo calamitare l’attenzione, anche di chi tra il pubblico presente,  si avvale, nel proprio lavoro, di strumenti investigativi che fanno uso di tecnologie informatiche avanzate in supporto all’investigazione tradizionale di conoscenza del territorio,  delle persone che lo abitano socialmente e da un punto di vista criminale.
Sul tappeto verde, prima della relazione del Prefetto Rizzi, alla presenza di cittadini, delle massime autorità civili, militari e di polizia del territorio, si sono alternati per i saluti istituzionali, esprimendo unanime apprezzamento per la proposta, il Prefetto di Agrigento, Filippo Romano, il Procuratore Capo ff di Agrigento, Salvatore Vella, l’assessore alla Cultura, Costantino Ciulla, il Segretario Nazionale SIAP Giuseppe Tiani e il Segretario Nazionale ANFP Enzo Letizia e il direttore del Parco Archeologico, Roberto Sciarratta che ha prontamente messo a disposizione lo spazio  ponendosi, l’iniziativa, tra le finalità del Parco.

Il dott. Ricifari con la figlia Claudia

Il Questore Emanuele Ricifari nel suo saluto, non ha nascosto la sua soddisfazione, personale e professionale, anche nell’avere avuto il sostegno della figlia Claudia, per questa prima iniziativa culturale della Questura di Agrigento a tre mesi dal suo insediamento. Scavando, poi,  nella memoria della sua carriera professionale si è detto felice e onorato di avere sul palco il Prefetto Vittorio Rizzi; ha raccontato ai presenti, del suo rapporto amicale e professionale con il Prefetto a partire da quando, 35 anni fa, insieme, varcarono le soglie dell’Istituto Superiore di Polizia nella Capitale. “Da quel momento – racconta – è diventato un punto di riferimento” della sua vita. Narra anche di come il suo primo incarico da Dirigente superiore lo ha svolto con il Prefetto Rizzi quando, da direttore Centrale Anticrimine,  gli ha dato il compito di fondare un nuovo ufficio, il Servizio Centrale Anticrimine che si occupa di misure di prevenzione, violenze di genere… In quei giorni – prosegue Ricifari – mi disse: “dobbiamo promuovere una cultura di investigazione nuova, diversa” Insieme – prosegue – sulle sue indicazioni, sviluppammo un programma che si è portato avanti con tutti i dirigenti delle Squadre Mobili, i Funzionari e i dirigenti delle Digos e di tutti coloro che facevano investigazione.”

La presentazione del testo (ph. Carmelo Petrone)

È seguita poi la presentazione-conversazione di Claudia Ricifari e Franco Castaldo con il Prefetto Rizzi, una autorità unanimemente riconosciuta tale, per la ricca esperienza maturata sul campo con operazioni, azioni, nello scenario del territorio nazionale e internazionale che lo hanno visto e lo vedono punto di riferimento di quella rivoluzione copernicana – come lui stessa l’ha definita – che ci ha fatti passare dall’era analogica a quella digitale applicata al campo delle investigazioni.
“Quando entrai in polizia, 35 anni fa – racconta ai presenti – non c’erano i cellulari, il web e il mondo dei computer. Questo salto tecnologico ha introdotto una serie di nuovi elementi nel mondo del crimine e dell’investigazione che sono in continua evoluzione trasformando anche tutti i paradigmi… Oggi, ha detto, nel mondo virtuale si commette il 64% dei crimini”. In questo scenario mutato – prosegue – è diventato tutto molto più complicato; seguire le scie digitali è molto più complicato che seguire fisicamente una persona… I criminali non usano più i pizzini, ma le piattaforme criptate e quindi l’investigazione è diventata una sfida tecnologica molto complessa.”  “Le indagini dice – narrando della sua esperienza personale quando, per esempio, nel 1992, fu incaricato di analizzare il traffico dati dopo le stragi – hanno fatto un salto enorme con l’avvento della tecnologia… molta dell’attività criminale passa dal web e dalla sua evoluzione. In atto il mondo da esplorare e abitare- prosegue – è il metaverso, l’ambiente della realtà virtuale aumentata e immersiva che sostituirà l’ambiente digitale della Rete come la conosciamo e che già sta suscitando l’interesse di gruppi imprenditoriali e settori dell’imprenditoria reale che stanno comprando spazi in questo mondo virtuale. Qualcuno è più avanti di noi” – ha detto – riportando l’esperienza di una missione a Dubai e la partecipazione ad un convegno su ‘Dubai la nuova capitale dell’economia nel metaverso’.
“Chi gestirà- si è chiesto – il commercio, la pubblicità nella città virtuale? Chi comprerà un palazzo nel metaverso?” Insomma, è un mondo tutto esplorare e conoscere.
Il vero tema da affrontare, il Prefetto lo esplicita con una metafora: “Una volta si diceva che il pesce più grande mangiava il pesce più piccolo oggi potremmo dire che il pesce più veloce mangia quello più lento quindi la vera sfida è resilienza, velocità rispetto a queste nuove sfide, acquisire nuove competenze. Oggi le transizioni nel digitale sono velocissime; non dobbiamo avere – ha affermato – paura del progresso scientifico e tecnologico.
Insomma, anche se per grandi temi, la presentazione, in chi scrive, ha suscitato non solo l’interesse per il tema trattato, ma soprattutto, viva ammirazione per i tanti Servitori dello Stato che,  nel silenzio e con intelligenza,  servono il Paese.

La scultura bronzea di Icaro, davanti il tempio della ConcordiaE, mentre il sole scompariva all’orizzonte colorando d’oro la roccia tufacea dei templi, sono ritornato a casa, in attesa dell’alba rincuorato dall’avere partecipato non alla presentazione di un testo ma per avere sentito dalla viva voce di un “libro Vivente” la narrazione esperienziale di un “Poliziotto investigatore”, che ha lasciato trapelare, passione e competenza, oltre che la dedizione indefessa di un Servitore dello Stato e con lui i tanti altri presenti nella Valle,  che con lavoro sinergico, tra non poche fatiche e difficoltà, servono il bene comune del nostro Paese cogliendo con intelligenza e senza timori la sfida che il digitale oggi ci pone.

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