Ravanusa: “Furto sacrilego nella Chiesa B.M.V. di Fatima. Recuperati i vasi sacri non l’Ostia. Parla don Barbera

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I Carabinieri riconsegnano a Don Filippo Barbera i vasi sacri trafugati dalla Chiesa

“ I Carabinieri della Stazione di Ravanusa – si legge in un Comunicato Stampa del Comando Provinciale del 22 luglio – dopo aver ricevuto la denuncia di furto sporta dal parroco della chiesa della “Madonna di Fatima”, si sono subito attivati per rintracciare gli autori del furto sacrilego e per recuperare una pisside e la teca utilizzata per l’adorazione eucaristica. Acquisiti i filmati della video sorveglianza, i militari, ben conoscendo il territorio, hanno da subito individuato ed identificato gli autori del furto e le successive indagini hanno permesso di rinvenire la refurtiva e di restituirla a don Filippo Barbera, parroco della chiesa “Madonna di Fatima”, e alla collettività dei fedeli. Le indagini, che sono stati celeri ed esaustive, sono state svolte dall’Arma dei Carabinieri con massimo impegno al fine di poter aiutare la comunità svolgendo così la precipua funzione sociale di vicinanza e sostegno alla popolazione. I due autori – conclude il comunicato – del furto sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Agrigento.”

Le parole del parroco Don Filippo Barbera

Appena appreso del furto sacrilego abbiamo raggiunto telefonicamente don Filippo Barbera al quale abbiamo chiesto dell’accaduto e di dirci quali sono le sue impressioni. “Il furto, ci dice, è avvenuto nella prima mattinata del 20 luglio. Il sistema di videosorveglianza – che ha ripreso tutto – segnava le ore 02:29 quado alcuni hanno fatto irruzione dentro la chiesa. Le persone che si sono introdotte – dice – hanno puntato direttamente al tabernacolo e, dopo averlo forzato, hanno preso la pisside e l’hanno vuotata sull’altarino, non sappiamo se le ostie che hanno lasciato sono tutte. Hanno preso pure la teca con l’ostia grande per l’adorazione eucaristica, questa – prosegue don Filippo, col cuore pieno di dolore e amareggiato per l’accaduto – l’hanno certamente portata via.  Successivamente hanno scassinato la porta della sacrestia e quella che porta nel salone;  hanno rovistato dappertutto, non hanno preso nulla. Hanno scassinato pure l’armadio dove era custodito il registratore della video sorveglianza, non hanno invece forzato le cassette delle lampade votive dove generalmente la gente lascia le offerte. Alla mia domanda – sentendo questo racconto – qual è la sua impressione del furto o se questo potessa avere altro scopo, don Filippo, non avanza altre ipotesi,  semplicemente ci fa notare che la teca e la pisside erano di ottone e in sacrestia potevano trafugare tante altre cose, non l’hanno fatto. Abbiamo un solo calice d’argento,  si trovava nell’armadietto della sacrestia, che hanno aperto, probabilmente l’avranno pure visto, insieme agli altri vasi sacri, ma non hanno preso nulla.

I carabinieri – continua – hanno ritrovato e riconsegnato la pisside e la teca vuota; l’ostia grande dentro la teca, però,  è stata sfilata via dalla lunetta che serve per agganciarla l’ostensorio”. Le indagini sono ancora in corso. Don Filippo tiene a ringraziare i Carabinieri per l’impegno profuso per risalire agli autori del furto e quanti, tra confratelli, fedeli e cittadini,  hanno espresso sentimenti di vicinanza e solidarietà. “Molti – conclude – hanno iniziato anche a pregare, la gente – ci confessa – è sgomenta. Anche l’Amministrazione, prosegue, ha mostrato la sua vicinanza, volevano subito comprare una pisside nuova, ma sottolinea don Filippo, noi miriamo, e non perdiamo la speranza, di recuperare l’ostia grande portata via.”

Insomma un atto di per sé grave in quanto è stato portato via non un oggetto in metallo più o meno prezioso ma l’Ostia consacrata, ciò che abbiamo di più sacro: l’Eucaristia, il Corpo di Cristo che poi noi cristiani è dono preziosissimo.

Da queste colonne non possiamo non invitare tutti a pregare in riparazione del gesto sacrilego, compiuto da chi, probabilmente (sarebbe gravissimo il contrario), non aveva la consapevolezza che anche nel più piccolo frammento di ostia consacrata ci siamo tutti perché, come ci insegna la Chiesa c’è il Tutto, il Cristo Signore con la sua Chiesa.

Intanto, comunica don Filippo Barbera in una lettera diffusa nel tardo pomeriggio (leggi qui) questa sera dopo la Messa delle ore 19:00, nella Chiesa Madonna di Fatima “come concordato con il nostro Arcivescovo vivremo un ora di Adorazione Eucaristica comunitaria di riparazione”

 

Carmelo Petrone

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