Sanità: la politica si accorge dell’esistenza della Conferenza dei Sindaci

0
892
Il sindaco presiede la Conferenza dei sindaci alla presenza del commissario straordinario ASP Mario Zappia e il direttore sanitario e il direttore amministrativo Alessandro Mazzara.
Si è tenuta il 3 agosto 2023, nella sala consiliare del Comune di Agrigento, convocata dal sindaco Francesco Micciché, nella qualità di presidente, la “Conferenza dei Sindaci” dei Comuni della provincia di Agrigento per discutere sulle problematiche relative agli ospedali della provincia di Agrigento. All’incontro hanno preso parte alcuni sindaci, il commissario straordinario ASP Mario Zappia e il direttore sanitario e il direttore amministrativo Alessandro Mazzara.
“Ringrazio i trenta sindaci intervenuti per avere accolto il mio invito – ha dichiarato in un comunicato il sindaco al termine dell’incontro. L’incontro ha visto l’intervento di diversi sindaci, i quali hanno rappresentato le problematiche inerenti ai disservizi e alla carenza di organici negli ospedali e nei poliambulatori. Ne è emersa la necessità di “rivedere” la rete ospedaliera, di riorganizzare le risorse umane e finanziarie nel territorio e sfruttare al meglio i fondi del PNRR.
È emersa, altresì, la ferma volontà di rappresentare in sede regionale, tutti insieme e senza nessuna contrapposizione tra i sindaci e la governance ASP, le criticità esistenti. All’unanimità – conclude – , sono stato incaricato di costituire un comitato di sindaci che provvederà a stilare un documento di programmazione per organizzare al meglio la sanità nel territorio”. Così il sindaco Miccihè.
Il momento della Conferenza (ph. pagina FB Sindaco Miccichè)

Da queste colonne vorrei semplicemente ricordare al sindaco che la Conferenza dei sindaci, come si legge sul sito dell’Asp, “è l’organismo rappresentativo delle Autonomie Locali cui spetta il diritto-dovere di esprimere i bisogni socio-sanitari delle comunità amministrate”. (qui). E fin qui, direte voi, nulla di strano è un organismo collegiale della struttura Organizzativa dell’Asp in capo a cui ci sono dei compiti specifici: “La Conferenza . si legge ancora – nomina i componenti dell’Esecutivo, partecipa al processo di programmazione socio-sanitaria locale, approva il Piano di Zona dei Servizi Sociali, emana gli indirizzi per l’elaborazione del Piano Attuativo Locale, esamina gli atti di bilancio, esercita ogni altra funzione riservata alla sua competenza. L’ “Esecutivo” della Conferenza dei Sindaci è l’organismo ristretto mediante il quale la stessa Conferenza esercita le proprie funzioni di indirizzo e valutazione. L’Esecutivo della Conferenza formula le osservazioni sulla proposta di piano socio-sanitario regionale, provvede alla definizione – nell’ambito della programmazione socio-sanitaria regionale – delle linee di indirizzo per l’impostazione programmatica dell’attività dell’Azienda, provvede all’elaborazione del Piano di Zona dei Servizi Sociali, esamina il Bilancio Pluriennale di Previsione ed il Bilancio di Esercizio, verifica l’andamento generale dell’attività dell’Azienda e trasmette le proprie valutazioni e proposte alla stessa Azienda ed alla Regione, delibera l’adozione dei provvedimenti in base ai quali l’Azienda assicura le prestazioni e i servizi contemplati dai livelli aggiuntivi di assistenza finanziati dai Comuni, esercita ogni altra funzione riservata alla sua competenza”.

Ho volutamente citato i compiti in capo alla conferenza perché essi, per quello che ha dichiarato il sindaco all’inizio dell’incontro nella Sala consiliare, offrono ben altri spunti di riflessione, che non voglio affrontare in questa sede ma su cui è bene riflettere perché inchiodano la Conferenza dei sindaci alle loro responsabilità istituzionali quale organo collegiale in rappresentanza dei cittadini del territorio e indicano un sentiero che non è, a mio avviso, quello della “trattativa-confronto personale” (specie in capo al presidente) con i vertici dell’ASP ma della forma collegiale proprio perché il diritto ad una salute per tutti è una bene comune sancito dalla nostra Carta Costituzionale così come rivendicare servizi sanitari con standard minimi di civiltà nei comuni del territorio: da Alessandria della Rocca a Realmonte, da Licata a Montevago, passando per Ribera e Sciacca.

Una riflessione a parte merita il ruolo dell’Esecutivo quale organismo “mediante il quale la

Il presidente Franco Miccichè

stessa Conferenza esercita le proprie funzioni di indirizzo e valutazione”. Da chi è composto? Chi ne fa parte? Ha mai esercitato la sua funzione?

Il 3 agosto,  a non pochi, non sono sfuggiti una serie di coincideze (!?):
– La Conferenza – alla presenza del Commissario Zapia – è stata convocata dal presidente Francesco Miccichè, proprio il giorno in cui altri sindaci, avevano già programmato un sit all’ospedale San Giovanni di Dio (tra cui – come ha detto – lo stesso Miccichè).
-Ma ad offrire ben altri motivi su cui riflettere è stato lo stesso Miccihè che ad inizio dei lavori ha dichiarato: “da quando sono sindaco è la prima volta che organizziamo questa conferenza dei sindaci” (sic) Sorge allora spontanea una domanda: perché convocarla proprio il giorno in cui altri sindaci – che fanno parte della Conferenza – hanno deciso di tenere il sit-in al San Giovanni Di Dio?
– Ma continua il sindaco: “per quanto mi riguarda (sta parlando da sindaco di Agrigento o da presidente della Conferenza dei sindaci? N.d.r.) mi sono sentito altre volte con i vertici dell’ASP rappresentando le problematiche segnalatemi dai cittadini. Devo dire che – continua Miccichè – ho sempre riscontrato massima disponibilità nell’ascoltarmi. Il Pronto Soccorso di Agrigento – ha detto – era un caos… devo riscontare che da quando sono cambiati i vertici del Pronto Soccorso, il dottore Caramanno, nominato primario, è riuscito in due giorni a mettere un po’ di ordine a organizzare meglio gli accessi, è riuscito a recuperare le risorse umane  e strutturali che potevano essere utilizzati, forse già da tempo”.
Quanto al sit-in, a cui hanno preso parte 23 sindaci (bel oltre il 50% dei comuni che in provincia sono 43) ha detto: “quando ho visto (anche in questo caso parla da sindaco di Agrigento è da presidente della Conferenza dei sindaci?) che le problematiche che io stesso lamentavo immediatamente sono state risolte ho deciso di fare un passo indietro, convocare tutti i sindaci, sentire i vertici dell’ASP e poi decidere sul da farsi”. Mi chiedo: e le criticità degli altri sindaci che rappresenta nella qualità di presidente? N.d.r.)
Certamente l’icontro ha avuto il pregio di un confronto sereno e pacato durante il quale i sindaci hanno potuto rappresentare le criticità del territorio e il Commissario Zappia dare le ragioni delle scelte e del lavoro fatto.
Il st-in all’Ospedale di Agrigento

Da registrare anche le ragioni dei tanti sindaci che, oltre al sit-in, erano presenti alla Conferenza. Essi si sono riconosciuti nell’intervento di Margherita Ruvolo, sindaco di Montevago, ha detto: “il sit-in non era una protesta, i sindaci rappresentano lo stato, i cittadini che li hanno eletti…  non avevamo nulla di cui protestare, volevamo solo rimarcare le criticità che continuammo ad evidenziare nella nostra ASP. Sono felice – ha detto – che il sindaco di Agrigento non le veda più – ma i sit-in continueranno anche a Sciacca, Ribera, Canicattì e Licata”.

Che dire? L’auspicio è che insieme – senza fughe solitarie o arroccamenti politici – i primi cittadini possano intraprendere – nelle sedi istituzionali a ciò deputate –  un percorso di collaborazione con i vertici dell’ASP che ho visto attenti ad ascoltare le ragioni dei sindaci e disponibili a trovare risposte sanitarie alle tante criticità del territorio.
Certo è singolare il fatto che nonostante lo stato di emergenza in cui versa il sistema sanitario pubblico nel territorio la conferenza dei sindaci non si sia mai riunita prima di ora. Forse non tutti avevano compreso il ruolo di questo organismo e le responsabilità che sono in capo ai sindaci in quanto primaria autorità sanitaria del territorio.
A questo bisogna aggiungere che se qualche passo avanti si sta facendo per superare alcune delle tante criticità, come nel caso del pronto soccorso, è dovuto alla pressione popolare che ha manifestato massicciamente il proprio malcontento rispetto ad un diritto primario come quello alla salute che non sempre viene garantito a tutti
donazioni

Sostieni L'Amico del popolo

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare L'Amico del Popolo a crescere con una micro donazione.