Teatri di Pietra, buona la prima al teatro di Eraclea Minoa

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Sergio Vespertino nello spettacolo teatrale

È andato in scena ieri sera, nell’ambito del circuito Teatri Pietra, “Essere o non essere Shakespeare”, prima rappresentazione nell’area archeologica di Eraclea Minoa, Cattolica Eraclea. Con una luna un po’ ruffiana a rischiarare il palco, Sergio Vespertino, attore ormai conosciuto ed amato dal pubblico di Eraclea, accompagnato dalle musiche della fisarmonica di Virginia Maiorana, ha portato in scena lo spettacolo scritto a quattro mani con Salvatore Ferlita, professore associato di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli studi di Enna Kore. Ed anche questa volta il sodalizio Vespertino – Ferlita, nel circuito Teatri di Pietra, nella rappresentazione prodotta dalla Cooperativa Agricantus, si conferma un successo assicurato anche ad Eraclea Minoa.

Vespertino, nei panni di uno studioso del grande scrittore inglese, ci giuda, recitando all’interno di una scenografia semplice ma di effetto, (un busto di William Shakespeare, codici, libri, manoscritti), accompagnato dalla note della fisarmonica, in un viaggio alla scoperta della vera indentità dello scrittore portando lo spettatore a chiedersi: “Shakespeare era davvero il grande letterato che conosciamo o è tutto un bluff?”.

Un momento dello spettacolo "Essere o non essere Shakespeare". Teatri di Pietra Eraclea Minoa

E se lo chiede anche il Vespertino – instancabile ricercatore che, atti alla mano, ci racconta tutta la storia del drammaturgo inglese, dalla sua nascita in un paesino del Warwickshire, Stratford-upon-Avon, e del mistero che lo avvolge, soprattutto i sette anni in cui “sparisce” per poi ricomparire “trasformato” nel grande letterato che tutti conosciamo. E se dietro il nome di  William Shakespeare si celasse il siciliano Michelangelo Florio? È questa la domanda con cui si conclude la prima parte dello spettacolo.

Nella seconda parte Vespertino ci racconta l’opera del “Cigno dell’Avon”. Ci parla della “follia” di “Macbeth” e del grande amore di “Romeo e Giulietta” per concludere con i versi de “La Tempesta”.

Uno spettacolo che accompagna lo spettatore nella conoscenza di William Shakespeare e delle sue opere in modo leggero e mai banale con l’ironia che da sempre contraddistingue Sergio Vespertino che, anche in questa ultima fatica teatrale, incanta il pubblico.

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