Colonnello CC Stingo assolto perché il fatto non sussiste

Col. Vittorio Stingo

“È questa la formula utilizzata dal GIP Micaela Raimondo di Agrigento per assolvere l’alto Ufficiale dell’Arma, Comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento”.

È quanto si legge così nel Comunicato stampa diffuso il 24 maggio 2023,  dalla Sala Stampa del Comando Provinciale dell’Arma di Agrigento.
“Accusato dalla Procura di Agrigento di una presunta fuga di notizie e di calunnia – prosegue il Comunicato – , ha ottenuto una sentenza assolutoria con formula piena. La difesa del Colonnello retta dall’avvocato Salvatore Pennica ha definito l’accusa un: “Attacco a un ufficiale pluridecorato, nessun reato”.
Assolto con la stessa formula il Capitano Augusto Petrocchi, comandante della Compagnia CC di Licata.
Il Colonnello è alla guida della provincia di Agrigento da circa tre anni e sono numerosi i risultati operativi raggiunti dall’Arma sia in termini di contrasto alla criminalità mafiosa e comune che nel supporto alla popolazione. L’Arma della gente è sempre stato il suo slogan, utilizzato nelle campagne al fianco dei più giovani, dei più deboli e degli indifesi. Particolarmente apprezzato e pluridecorato, era stato accusato dal facente funzioni Vella nell’ambito di un’inchiesta condotta dall’Ufficiale con il ROS di Palermo, sotto il coordinamento della DDA del capoluogo di Regione, che aveva portato all’arresto di un maresciallo dei Carabinieri.
La supposta fuga di notizie sarebbe avvenuta – continua il Comunicato – verso un suo capitano che avrebbe poi partecipato alle operazioni di arresto mentre invece la calunnia sarebbe avvenuta verso un suo collega del ROS di Palermo che non ha inteso costituirsi parte civile non sentendosi offeso.
Il Colonnello Stingo non ha commentato ma i sorrisi e la gioia dei circa 1000 carabinieri della provincia sono significativi. Espressioni di vicinanza e di soddisfazione sono giunte al Colonnello Stingo da tutte le istituzioni e dalla cittadinanza attiva.
L’Arma continuerà ad affrontare – si legge in conclusione – a testa alta il crimine, avendo dimostrato nei secoli di essere in grado di sapersi autoregolare e disciplinarsi”

 

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