L’esercito delle mascherine di Caritas diocesana

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Le mascherine sono diventate ormai un bene di cui non possiamo fare a meno in questo periodo in cui dobbiamo evitare qualsiasi tipo di contatto fisico con chi ci sta accanto nelle rare occasioni in cui possiamo uscire da casa.

In farmacia scarseggiano o sono finite già da tempo e allora ci si industria per poterle realizzare. Il prodotto finito tende ad essere il più vicino possibile a quelle raccomandate, anche se non sostituiscono in alcun modo i presidi medici certificati, servono, per quanto possibile, a salvaguardarsi un minimo nei giri “forzati”, fatti di lavoro, spese, o – peggio ancora – vengono utilizzate da coloro che a casa ci starebbero volentieri ma quella casa non ce l’hanno o – se anche ce l’hanno – sono costretti ad uscire per l’approvvigionamento alimentare.

Ed è anche per questo che la macchina della solidarietà ha acceso i suoi motori; ed è per questo che “l’esercito delle mascherine” si è messo in moto!

Le sarte – per professione o per passione – sono tante, giovani e meno giovani. Gli operatori della Caritas portano loro la stoffa e il materiale che serve, li lasciano negli ascensori o nei panieri. Nei giorni seguenti si ritirano le mascherine confezionate e ci si ritrova fra le mani dei veri e propri capolavori, frutto di arte e fantasia. Alcune le impreziosiscono con degli orpelli, altri si ingegnano sostituendo l’elastico (carente) con i lacci delle scarpe. Il risultato è strabiliante.

 

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