Lettera dei sacerdoti di Ravanusa per le amministrative «attenzione ai veri bisogni della gente»

Alla vigilia delle consultazioni elettorali in cui i cittadini di Ravanusa rinnoveranno i componenti del consiglio comunale e decideranno chi sarà il loro nuovo primo cittadino, i sacerdoti della città hanno scritto una lettera alla cittadinanza.

L’arciprete don Mario Polisano, don Giuseppe Scozzari, don Antonio De Souza, don Girolamo Capobianco, don Salvatore Paternò e i frati che operano in città hanno espresso, consapevoli del loro compito di guida della comunità religiosa e civile, in ascolto dei bisogni sociali e morali del popolo loro affidato, «a quanti hanno a cuore le sorti della nostra cara Ravanusa, a tutti quelli che partecipano alla consultazione elettorale, a coloro che avranno il dovere di rappresentare le esigenze impellenti della nostra gente e a tutta intera la nostra comunità» alcuni punti fermi che non devono essere dimenticati e che siano da stimolo in questo momento elettorale. Tra questi, scrivono i sacerdoti «crediamo che sono assolutamente necessari la ricerca del bene comune, l’onestà e la trasparenza in ogni azione politico-amministrativa, lo sguardo rivolto soprattutto alle fasce più deboli e fragili, alle famiglie più in difficoltà; l’attenzione ai disagi interiori, agli scoraggiamenti esistenziali, che talvolta , come abbiamo visto, conducono al buio totale e al rigetto della vita; lo sforzo di progettare il migliore futuro possibile per i nostri figli».

«Ciò – proseguono i sacerdoti – fa apparire la politica nella sua espressione più nobile e bella, allontanando la visione deteriore che conduce tanta gente al disgusto e al disimpegno. Siano poste – ribadiscono – in grande attenzione la grave mancanza di lavoro, lo svuotamento preoccupante del nostro paese e di tanti comuni della Sicilia, lo sradicamento di tanti giovani e la loro emigrazione lontano dalla nostra terra». Ed ancora chiedono a quanti parteciperanno ed usciranno vincitori dalle prossime consultazioni elettorali «Uno sguardo attento per la diffusione notevole presso gli adolescenti, e non solo, di droghe, alcolici, vizi da gioco ecc., favorendo nel fine settimana e nelle feste orari decenti e controlli essenziali; mettere la moralità di comportamento e di vita al centro del proprio impegno politico e sociale; favorire una collaborazione fattiva fra amministrazione, Chiesa, scuola, famiglia, volontariato, alla ricerca del vero bene nostro e del nostro popolo».

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