Salone del Libro, Agorà (UELCI): il saluto di mons. Damiano

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mons. Alessandro Damiano

Si è tenuto il 16 maggio, al Salone del Libro, nell’agorà dello stand di UELCI (l’associazione che riunisce gli editori cattolici italiani) e dei Media CEI un incontro dal tema «Lampedusa, la frontiera che si fa domanda» con Pietro Bartolo, il medico dei migranti di Lampedusa poi europarlamentare e suor Giuliana Galli vice-presidente della fondazione MamRe di Torino che lavora per la cura dei migranti e che ha nella propria sede un barcone di migranti portato da Lampedusa dove la suora è stata diverse volte. Hanno mandato messaggi Nello Scavo al momento a Gerusalemme e don Mattia Ferrari cappellano della ong Mediterranea che si prepara a partire per l’Aja per il processo al trafficante di uomini libico Al Booti. Il Mediterraneo come luogo di tragedia ma anche di solidarietà e resistenza civile, è stato questo il filo conduttore dell’incontro.

Nel corso del dibattito, riporta il Sir,  è stato letto anche un messaggio di don Mattia Ferrari, cappellano di bordo della Ong Mediterranea Saving Humans, che ha definito il Mediterraneo “mare della resistenza all’inumanità e della solidarietà”. Don Ferrari ha richiamato l’attenzione sul ruolo della mafia libica nei traffici di esseri umani e sulla necessità di “un impegno comune” di politica, società civile, comunità religiose e istituzioni giudiziarie per contrastare trafficanti e respingimenti. Molto forte la testimonianza di Pietro Bartolo, che ha raccontato episodi vissuti nei soccorsi a Lampedusa, dai naufragi ai bambini salvati o morti in mare, denunciando torture, violenze e condizioni disumane subite dai migranti in Libia. “Abbiamo perso l’umanità”, ha affermato, criticando accordi internazionali fondati sulla deterrenza. Suor Galli ha invece evidenziato la necessità di costruire percorsi di integrazione e accoglienza, ricordando che “chi soffre cerca una possibilità di vita”. Più volte, nel dibattito, è stato richiamato il viaggio di Papa Francesco a Lampedusa nel 2013 contro la “globalizzazione dell’indifferenza”, indicato come un appello ancora attuale.

Impossibitato a partecipare fisicamente l’arcivescovo di Agrigento, mons. Damiano, ha inviato in video (vedi sotto), il suo intervento che ha aperto la conversazione. L’incontro si era aperto con la notizia della morte di una bambina di 4 anni all’alba di oggi a Lampedusa nell’ultimo sbarco ed è stato pensato da UELCI in collaborazione con Avvenire per portare al Salone il grido dell’isola che il prossimo 4 luglio riceverà la visita di Papa Leone XIV.