All’età di 103 anni è nata alla Vita Vera Madre Margherita Riolo

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“In Paradiso ti accompagnino gli angeli, al tuo arrivo ti accolgano i martiri, e ti conducano nella santa Gerusalemme”. Con queste parole, tratte dalla liturgia, le “Discepole del Redentore (DDR) nella Comunità Cristiani  nel Mondo”  hanno annunciato il ritorno a Dio della fondatrice,  Madre Margherita Riolo  alla veneranda età di 103 anni e 76 di consacrazione religiosa.

La celebrazione eucaristica con il rito delle esequie avrà luogo domani 21 gennaio alle ore 16.00 nella chiesa B.M.V. Mediatrice di tutte le grazie in Favara.

Aveva, infatti emesso i voti  personali il 17 settembre 1947 nelle mani di mons G.B. Peruzzo lo stesso giorno in cui l’Arcivescovo proclamava Sant’Alfonso,  compatrono della diocesi di Agrigento. L’opera fondata da Madre Margherita Riolo ha avuto un’origine eminentemente comunitaria fondata su un forte rapporto con Dio e con gli altri, secondo una sua intuizione. Sin dal 1957, ad Agrigento, Madre Margherita Riolo, Gisella Lupo, Vera Lo Presti, Nella Azzara seguivano un cammino di vita comunitaria, vivendo insieme e operando nel mondo “in una sintesi vitale di preghiera e di azione”, alla luce della spiritualità della Redenzione e nella ricerca del progetto di Dio.

Nel 1969, insieme ad alcuni Sacerdoti e Laici – tra mons. giuseppe Di Marco, davano inizio alla Comunità “Cristiani nel mondo” come “comunità di vita ed esperienza ed espressione di chiesa” (Art. 2 Statuto CCM).

Si andava evidenziando così, il nuovo “carisma” di vita consacrata da vivere nel mondo insieme a tutte le componenti della Chiesa ( sposi, giovani, ….) la cui dimensione comunionale era stata messa in risalto dal Concilio Vaticano II in maniera inequivocabile. La “Comunione” diventa, pertanto, la caratteristica peculiare del Carisma, sia per i consacrati sia per i laici, comunione da vivere con tutti, sempre e in ogni luogo per attuare l’ “unità nella carità” e l’ “unità nella diversità”.

S.E. Mons. Giuseppe Petralia, il 25 marzo 1975 approva lo Statuto ed erige Canonicamente la Comunità “Cristiani nel mondo” in Ente Ecclesiastico. Le persone consacrate, intanto aumentano di numero e, per avere il crisma ecclesiale e la configurazione giuridica, chiedono al Vescovo mons. Luigi Bommarito di essere costituite in Istituto di Vita Consacrata di Diritto Diocesano con la denominazione “Discepole del Redentore (DDR) nella Comunità Cristiani  nel Mondo” (CCM).

L’ 8 dicembre 1983 le Consacrate DDR nella CCM emettono pubblicamente i Voti nelle mani della prima Responsabile Madre Margherita Riolo, alla presenza di  Mons. Luigi Bommarito che approva le Costituzioni procedendo alla Erezione Canonica dell’Istituto.

Da diversi anni dunque, le Diocesi di Agrigento, prima e poi quelle di Catania, Monreale, Roma ed Iringa (Tanzania) hanno avuto modo di sperimentare ed apprezzare la presenza delle Discepole del Redentore, presenza di servizio gioioso ed attento ai bisogni dei fratelli e alle esigenze del territorio. Le Parrocchie, le Scuole, le Case di accoglienza di Favara e di Roma hanno visto le Suore impegnate nella formazione umana e cristiana di bambini e di giovani, nell’animazione di Centri di ascolto, di incontri biblici, di giornate di spiritualità, di Corsi di preparazione al matrimonio e nel sostegno spirituale e morale alle persone sole, malate o svantaggiate (carcerati, ciechi, sordomuti).

La torta dei 103 anni

Da oltre venti anni sono presenti in Tanzania, ad Ipogolo Diocesi di Iringa, dove si

sono dedicate e continuano ad operare con amore e spirito di apertura alla promozione umana e cristiana di bambini e giovani, orfani e poveri e all’assistenza sanitaria presso il Dispensario “Redemptoris Mater” divenuto

punto di riferimento per i malati di un vastissimo territorio, anche grazie alla collaborazione dell’Associazione ONLUS “ A Cuore aperto”. La Casa di formazione di Ipogolo, inoltre, ha visto arrivare alla Professione religiosa diverse Suore africane.

Il nostro settimanale, si unisce al rendimento di grazie della Comunità Cristiani nel Mondoper il dono della vita  di Madre Margherita alla Chiesa e a quella agrigentina in particolare ed invoca dal Signore, per intercessione della Madonna, “prima Discepola del Redentore”, come amava definirla Madre Margherita  il premio dei

giusti. “In Paradiso ti accompagnino gli angeli, al tuo arrivo ti accolgano i martiri, e ti conducano nella santa Gerusalemme…”

 

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