In data 18 marzo il Cartello Sociale della provincia di Agrigento, composto dall’ Ufficio di Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi e dalle Segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL, ha diramato un comunicato stampa in merito all’ emergenza sanitaria ma anche economica e sociale. ” Nella grave situazione di emergenza, che oggi non è solo sanitaria ma anche economica e sociale – scrivono i componenti del Cartello – è necessario fare un’attenta riflessione su ciò che da qui a poco diventerà dramma se non si prendono le adeguate e dovute misure, perché un’economia come la nostra, che si regge principalmente sul turismo e sull’agricoltura come potrà – si chiedono – domani reperire un minimo di risorse che permetteranno alle migliaia di famiglie siciliane e agrigentine di andare avanti? È vero – continuano – il governo deve per ora pensare a tutta la Nazione, ma è anche vero che lo Stato deve attendere a quelle misure necessarie che riguardano la vita della gente delle realtà particolari come quelle più disagiate”. Per il Cartello “urge pensare a come e cosa si può fare perché tutte quelle famiglie, che sono e probabilmente rimarranno ferme, ancora non sappiamo per quanto, come queste possano vivere o meglio sarebbe dire sopravvivere. In questi ultimi anni come provincia – proseguono – eravamo stati capaci di fare un salto di qualità a livello turistico, quanti b&b, quanti, ristoranti, quante piccole realtà artigiane e commerciali sono riuscite a tirare avanti la carretta della nostra economia… e ora? Necessità – concludono – un’attenzione particolare del Governo nazionale e regionale per dare sostegno a dei comparti che rischiano un crisi ancora peggiore di quella in atto. In questo senso – auspicano – anche i Comuni, pur nei limiti dei loro problemi di bilancio, debbono adoperarsi per andare incontro ai titolari delle attività sospese per causa di forza maggiore e alle famiglie bisognose che attualmente non possono usufruire di servizi sociali essenziali”.

















