Era uno di noi, ricordando il dott. Francesco Lo Sardo

0
174

di Alfonso Cipolla e Francesco Alfano

Il dottore Francesco Lo Sardo – Franco per gli amici – è morto  l’ 08/09/2021, non senza aver combattuto con tutte le  forze contro un male che purtroppo aveva messo le radici nel suo corpo. “Non me ne andrò senza lottare”  diceva. E mentre faceva la chemio continuava stoicamente a lavorare nel suo reparto della clinica La Maddalena, ammirato da pazienti e colleghi.

Franco già prima della laurea aveva scelto la via da seguire, quella che lo portò a diventare uno dei migliori oncologi italiani. Per onorarne la memoria desideriamo ricordare questa sua passione. fin da studente. Aveva scelto di fare il tirocinio al Centro Tumori dell’Ospedale Civico di Palermo. Erano i primi anni ’70, quando la parola tumore incuteva timore e persino si evitava di pronunciarla. Spesso percorrevamo la stessa strada perché Alfonso andava a fare il tirocinio in Chirurgia Generale , appena un centinaio di metri più avanti. In effetti con Franco facemmo tutti gli studi insieme fin dall’adolescenza. Dall’Istituto salesiano “Don Bosco “di Palermo al Policlinico universitario, siamo cresciuti insieme. Dopo la laurea lui rimase a Palermo e divenne un oncologo sempre più apprezzato. Continuammo a tenerci in contatto. Fino a qualche giorno fa e con intensa commozione. Lo volevamo abbracciare ma non è stato possibile.

Il dottore Lo Sardo era il punto di riferimento di migliaia di donne con problemi al seno. Ha svolto l’ultima parte della sua carriera presso la clinica “La Maddalena”. Tutti ne ricordano l’umanità, la sensibilità, la generosità, l ‘alta competenza. Affabile, disponibile, ricco di vitalità. Molte donne dell’interno della Sicilia andavano a farsi visitare a Cammarata, suo paese d’origine del quale fu anche sindaco nella breve parentesi politica della sua vita. Ed ecco un altro ricordo che vogliamo condividere pubblicamente. Negli anni ’90 Alfonso accompagnò a Milano una signora con un nodulo al seno, a consulto con il celebre professore Umberto Veronesi, allora ultrasessantenne. Il luminare confermò la necessità di un intervento. La donna gli chiese di essere operata da lui. Veronesi le rispose: “Signora, torni in Sicilia e si faccia operare dal dottore Francesco Lo Sardo. E’ un bravissimo senologo dalle mani fatate”.

Qualche giorno prima Francesco fece la sua solita e periodica telefonata ed apprese dalla sua voce che il medico, che aveva guarito migliaia di persone dal tumore, si trovava ricoverato nella clinica “La Maddalena”,il posto  dove Franco aveva lavorato fino all’ultimo e sempre pronto a lenire le sofferenze degli ammalati .Apprendemmo che si spostava sulla sedia a rotelle e qualche volta in un angolino gli veniva la voglia di accendersi una sigaretta.

Alla dottoressa Nuccia Schillaci, stimata anatomopatologa di sua fiducia, diceva quasi ad incoraggiarla, di non preoccuparsi perché il male non lo aveva ancora vinto. Il chirurgo oncologo Francesco Lo Sardo credeva fortemente nell’esame istologico estemporaneo, eseguito durante l’intervento chirurgico. Se il risultato immediato risultava brutto, allora interveniva radicalmente, evitava così alle pazienti lo stress di sottoporsi a biopsie prima dell’intervento e di perdere tempo prezioso.

Dopo poche ore del decesso ,appresa la notizia dalle tv e dai  giornali, tantissime persone ,con coralità ,hanno manifestato il dolore per la sua scomparsa  ed apprezzamento pe la sua alta competenza. A loro si sono associati tutti gli amici che con lui hanno studiato al Don Bosco di via Sampolo ricordando l’allegria e la vivacità di un tempo. Franco era tra di noi quello che più teneva alle riunioni del nostro gruppo .Indimenticabile quella dei 50 anni dalla licenza liceale tenuta a San Leone nel 2008.

Qualche anno fa, con Franco  pensavamo di organizzare una due giorni degli ex allievi salesiani da trascorrere sull’Etna assieme a Don Giuseppe Vitali, ma abbiamo dovuto rinviarla per il covid.

Ora purtroppo Franco non c’è più. Se ne è andato. Si porta via un pezzo del nostro cuore e un’infinità di ricordi. Gli amici e i colleghi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, continueranno a volergli bene e apprezzarne le doti umane e professionali.

Franco, la terra ti sia lieve e la tua anima voli alta nel cielo.

donazioni

Sostieni L'Amico del popolo

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare L'Amico del Popolo a crescere con una micro donazione.