“La Messa Crismale è l’ espressione più manifesta delle energie spirituali che arricchiscono e rendono evangelicamente viva e operosa la nostra chiesa…
Di questa crescita sono segni gli oli che oggi vengono benedetti.”
Lo ha detto mons. Alessandro Damiano nell’omelia pronunciata in occasione della Messa Crismale nella Basilica Cattedrale di Agrigento, mercoledì 16 aprile 2025. Una liturgia ricca di significati, a partire dal fatto che vede tutta la Chiesa riunita attorno al vescovo, manifestando così la sua multiforme varietà di carismi e vocazioni. Essa è significativa anche perché il vescovo benedice e consacra gli olii santi: il crisma, l’olio dei catecumeni e l’olio degli infermi che al termine della Messa ciascun parroco ha ritirato in appositi vasetti e che verranno utilizzati, nelle parrocchie, durante l’anno liturgico per i battesimi, le cresime, l’unzione dei malati.Tra le essenze che hanno profumato il crisma anche quest’anno il «bergamotto» proveniente dalla Diocesi di Locri-Gerace, frutto di una piantagione confiscata alla ‘Ndrangheta.
il presbiterio agrigentino
Altro tratto distintivo della celebrazione è stato il rinnovo, da parte del presbiterio, delle promesse sacerdotali come segno di unità con il vescovo e di fedeltà verso l’unzione ricevuta. Interrogati dal Vescovo, hanno rinnovato le promesse fatte il giorno della loro ordinazione presbiterale. E proprio al clero agrigentino, in preparazione alla messa crismale, mons. Damiano, ha consegnato una lettera con alcune riflessioni circa l’impegno a cui è chiamato in questo tempo (leggi qui): “Il popolo fedele ci udrà ripetere – ha scritto e detto nell’omelia – che vogliamo esercitare per tutta la vita il ministero sacerdotale; che vogliamo celebrare pienamente e fedelmente i misteri di Cristo; che vogliamo essere annunciatori – con la vita e le parole – del Vangelo; che vogliamo consacrare noi stessi a Dio per la salvezza di tutti gli uomini; che vogliamo custodire il carisma di quel celibato che abbiamo scelto, con la conseguenza di non avere sposa ne figli, quale testimonianza ed anticipazione del Regno dei Cieli. Il nostro popolo, oltre ad ascoltare le nostre parole, possa respirare il buon profumo del nostro presbiterio e la fragranza delle nostre vite spese per il Vangelo e per i fratelli!”
Durante l’omelia l’Arcivescovo ha ricordato i presbiteri che quest’anno ricordano il loro anniversario di ordinazione: il 25° di don Giuseppe Morreale, don Gerlando Montana, don Alessandro Di Fede Sant’Angelo, don Dino Sprintano, don Massimo Musso; il 50° di don Angelo Martorana e di Giuseppe Tutino; il 60° di don Calogero Faustino Infantino e di don Alfonso Tortorici; il 70° di ordinazione presbiterale di don Giuseppe Pellitteri e di mons. Carmelo Ferraro; ha ricordato, inoltre, il 25° di ordinazione episcopale del card. Francesco Montenegro.
Non è mancata la preghiera per i presbiteri agrigentini, don Ignazio Bonsignore e don Angelo Porrello, missionari in Albania e per quelli che “in modo perfetto – ha detto -partecipano a questa celebrazione” che nel corso dell’ultimo anno sono entrati nella vita vera: don Antonino Amodeo, don Giuseppe Catalanotto, don Girolamo Gaziano, don Calogero Montana, don Orazio Restivo.
Ha fatto riferimento anche al cammino sinodale della Chiesa Italiana ed in particolare alla seconda assemblea. “Porto l’esperienza, ha detto, di un confronto schietto e di una Chiesa che si è lasciata provocare dallo Spirito” (scolta qui). A tal proposito, per la parte di Cammino che ancora ci attende, ha convocato tutti, per il prossimo mercoledì 2 giugno, alla seconda assemblea sinodale della Chiesa agrigentina e ha invitato la Chiesa diocesana a celebrare, nelle foranie, la veglia di Pentecoste per “invocare insieme – ha detto – la Sapienza che scende dall’alto perché ci aiuti a discernere la volontà di Dio nella storia”.
Messa Crismale 2025 le foto
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NEL VIDEOl’omelia di mons. Damiano e le immagini della benedizione degli olei.
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