XX Omicidio Stefano Pompeo: un documentario per non dimenticare

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A 20 anni dall’uccisione del piccolo Stefano Pompeo  è stato proiettato, martedì 23 aprile, al cinema Astor di Agrigento il documentario “Quasi 12. Nessun colpevole”, edizioni Fuoririga. Il documentario è stato scritto e diretto  dal giornalista Gero Tedesco, con musiche originali  di Davide Lo Iacono e degli Eimog. Il montaggio, invece,  è stato curato da  Davide Sclafani, che ha pure effettuato, insieme a Marco Martorana,  le riprese;  la ricerca storica è di Silvio Schembri, Gero Tedesco e Michele Ruvolo, mentre,  la fotografia di Manuela Lino.

La sala del Astor, per la prima del documentario, era gremita di gente, e di autorità civili e militari, presenti alla proiezione – visibilmente commossi – il genitori di Stefano Pompeo e  il card. Francesco Montenegro che, al termine della proiezione, invitato sul palco del cine Astor da Egidio Terrana, moderatore della serata, ha commentato dicendo che “davanti a certe morti si resta impietriti e senza parole… se si vuole dare una spiegazione è quella di amare di più la vita e fare in modo che certe cose non avvengano più”. E poi ha proseguito dicendo: “c’è una frase che non riesco ad accettare che ho sentito anche questa sera e cioè che “Stefano era nel posto sbagliato e e in un momento sbagliato.” “Ma quelli che hanno ucciso – si è chiesto  il cardinale –  erano al posto giusto e al momento giusto? Stefano  era al suo posto, al posto giusto, semmai chi ha sparato non era al suo posto, non doveva stare la e non doveva – ha concluso – stare in nessun posto.”

Il documentario ripercorre, con il contributo di testimoni, la tragica vicenda di Stefano Pompeo, il bambino favarese,  di “quasi 12” anni,  ucciso dalla mafia la sera del 22 aprile del 1999, quando il piccolo venne raggiunto da dei colpi di fucile esplose all’indirizzo di un fuoristrada di proprietà di un presunto boss di Cosa Nostra favarese. I sicari erano convinti di avere fatto centro, di avere eliminato il nemico. Ma si sbagliavano. A morire fu il piccolo Stefano Pompeo. “Da quel giorno – dice Gero Tedesco –  nessuno è stato indagato per la morte del bambino, nessuno ha mai rivelato particolari sull’agguato, nessuno ha promosso la riapertura del caso. La morte di un bambino è finita così nell’oblìo”.

“Non è stata fatta giustizia” continua a ripetere, Carmelina Presti, mamma di Stefano che, tuttavia, insieme al marito, continua ad avere, come hanno detto al termine della serata, una riserva di speranza, perché, anche a distanza di tempo, qualcosa si muova, perché chi sa possa parlare. Il lavoro di Gero Tedesco fa parlare tra gli altri, i protagonisti, loro malgrado, di una tragedia dimenticata: la mamma, il padre, l’ex componente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Scozzari, l’insegnante del piccolo, Carmela Di Caro, il giornalista Franco Castaldo che si occupò del caso. A spiegare, invece, come sia potuto accadere che nulla è stato mai fatto per trovare la verità è il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella. Insomma un lavoro di recupero della memoria, non come sterile esercizio del ricordare, ma per imprimere un nuovo impulso perché si arrivi alla verità su una “vittima dimenticata” – come emerge dai 54 minuti di filmato – su cui,  forse, non si è indagato abbastanza,  percorrendo, per esempio, la via dei pentiti, che nelle vicende di mafia, con le loro dichiarazioni, hanno dato un impulso notevole alle indagini per arrivare ai colpevoli. Dal documentario emergerebbe questo tassello mancante;  a quanto pare, mai si è chiesto, esplicitamente, ai pentiti del nostro territorio,  ragione dell’omicidio Pompeo. Una sollecitazione che –  lo vogliamo sperare – trovi nelle Istituzioni orecchie capaci di decodificare il messaggio ma soprattutto un rinnovato impegno per rendere giustizia ad una vittima di mafia dimenticata.

L’Auspicio è che l’ottimo lavoro di Gero Tedesco, possa trovare massima diffusione, soprattutto nelle scuole e sui media locali e nazionali.  Intanto sabato 27 aprile, alle ore 20.30, al teatro S. Francesco di Favara, è prevista la seconda proiezione.

 

 

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